Perché fare musica sulle Alpi Apuane?




Musica sulle Apuane 2014 - Calendario e descrizione degli eventi



La magia del teatro è un fatto certo: il buio della sala, il palco illuminato, il silenzio carico di attesa prima dell’inizio, il respiro di chi suona. Il teatro è condivisione di emozioni, empatia con l’artista e con tutti coloro che fra il pubblico accettino senza riserve di essere condotti in un mondo sonoro imprevedibile, che suscita sensazioni individuali e collettive, che è capace di far gioire, smarrire, sconvolgere o magari suscitare ricordi.

Il teatro, per chi lo ama, è tutto questo.


La Musica, però, non vive solo nei teatri o negli altri luoghi “convenzionali”. La Musica è qualcosa di troppo grande e universale perché un solo luogo la faccia sua: accompagna l’uomo da sempre e l’uomo l’ha coltivata portandola a livelli eccelsi.


La Musica non è una creatura dell'Uomo, essa appartiene alla Natura.

La musica delle stelle, i rumori delle foreste, il canto degli uccelli, lo sciabordio del mare. Tutti suoni più antichi dell’uomo.


Quante sorprese riserva la Musica riportata nel suo ambiente primigenio, naturale! Con la sua fisionomia, la sua forma, la sua acustica non è solo fonte di ispirazione ma anche di sperimentazioni sonore molteplici e insospettate. Non un mero fatto acustico quindi, ma una nuova forma di condivisione. Più profonda di quella possibile in un teatro.

Una condivisione che non finisce con l’ultima nota del concerto. Nessuna separazione fra l’artista e il suo pubblico. Confronto, partecipazione, vicinanza.

Quest’idea si è imposta in Trentino, già da diversi anni, grazie alla creatività e all’entusiasmo del violoncellista veneto Mario Brunello, ideatore del festival «I suoni delle Dolomiti».


Gli echi delle Dolomiti sono arrivati in Toscana e hanno raggiunto le nostre Dolomiti in miniatura: le Alpi Apuane, ancora in attesa di un turismo più consapevole e rispettoso; forse l’amore per la Musica potrebbe incentivarlo.


Le Alpi Apuane sono vette aspre, bianche, dall’aspetto lunare, tanto da venir inizialmente chiamate con l’evocativo nome di «Monti della Luna». Il loro profilo netto e tagliente ricorda molto più le Alpi, come è evidente dal nome attuale, che non le dolci curve del poco distante Appennino.

La loro unicità sta nella loro vicinanza al mare; vicinanza geografica e non solo. Dal mare infatti sono nate e al mare devono l’elemento che più le contraddistingue: il marmo. Milioni di anni sono occorsi per trasformare immense strutture coralline in quella pietra bianca che rende le Alpi Apuane famose in tutto il mondo. Il turista, purtroppo, si allontana raramente dalla costa. Quando questo succede e si avvicina alle Alpi Apuane osserva ammirato il bianco abbacinante delle cave, arterie una volta sotterranee, ora esposte agli sguardi e al sole. Il turista pensa di aver capito la montagna, tutta per intero; ma ne avrà colto soltanto un aspetto.


Questo è il senso del trekking per ascoltare musica. Godere dell’arte di andare a passeggio, dell’arte di soffermarsi, conoscere, chiedere, parlare. Stupirsi della complessità di ciò che ci circonda e al tempo stesso della sua essenzialità. Essere affascinati da prati verdi punteggiati di erica, da improvvisi dirupi, da grotte e anfratti profondissimi, da boschi di castagni, faggi, abeti. E nello stesso tempo ci raggiunge l’eco di storie più o meno lontane: sui Liguri Apuani, gli uomini che fin da tempi antichissimi hanno abitato questi luoghi; sugli uomini, le donne, i bambini massacrati dai nazi-fascisti; sulle formazioni partigiane che resero famosa la Linea Gotica durante la Resistenza. Ma anche storie legate da un al duro lavoro dei cavatori e alle lotte per un lavoro dignitoso.

È così che la montagna cambia forma e prende vita, anche se a noi continua ad apparire muta e lontana, misteriosa, immobile, bellissima.


Con questa nuova consapevolezza la Musica, meta finale del cammino, sarà accolta con animo rinnovato, libero di recepire tutta la sua meraviglia. Sembrerà sprigionarsi naturalmente. Come un canto della terra stessa, potente, primordiale, irrefrenabile.


Gioia Giusti

Direttore Artistico







Campocecina (Carrara) - Tra boschi e prati, in ascolto del Clara Schumann Cello Ensemble.



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